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Chapitre d'ouvrage

Madame Bovary, c'est moi. Le finte voci femminili e le 'autorappresentazioni' della prostituta e della cocotte a cavallo tra due secoli (1880-1915)

Résumé : L'immagine della prostituta e della cocotte ha affascinato molti autori della Belle Époque, forse in reazione all'asfissiante puritanesimo ottocentesco, figlio della morale cattolica che imperava in Italia e rinforzato dalla morale vittoriana che dominava in quasi tutta l'Europa. Le figure di prostitute esistevano in letteratura, ma la donna angelicata era la sola eroina del romanzo italiano ottocentesco. La prostituta o la donna sessualmente disinvolta era un personaggio accessorio, talvolta nel ruolo di antieroina libertina e libidinosa, talaltra in quello di pecorella smarrita, mai caduta per sua libera scelta. La secondarietà e la negatività del ruolo della prostituta appare inevitabile in un contesto sociale in cui il genere romanzesco era guardato con diffidenza anche quando si adeguava al conformismo più perbenista. Era impensabile, nel periodo romantico, che una prostituta o una cocotte fossero protagoniste di un'opera non edificante e che rivendicassero il loro ruolo e le loro scelte. Bisogna attendere la fine dell'Ottocento per trovarne qualche esempio, almeno nella letteratura italiana. Si parla di letteratura dato che prostitute e le mantenute italiane della Belle Époque non hanno lasciato diari, memoriali o epistolari che evochino la loro esperienza. La loro "voce" è quella degli uomini, e possiamo trovare diversi esempi di questo genere che definiremo "ventriloquia maschile": finti memoriali, epistolari o diari di donne di piacere scritti da uomini, ma che si vogliono far passare per autentici. A volte l’autore usa uno pseudonimo femminile per firmare il testo, o finge – in chiave manzoniana – di aver ritrovato un manoscritto, o di aver ottenuto le memorie scritte o d'aver raccolto le confidenze di una prostituta. Ci occupiamo qui di due esempi eclatanti di tale ventriloquia: "Quelle signore" di Umberto Notari ed "Intima", apparso come opera di una certa Maria Tegami, ma il cui autore era Trilussa.
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Contributeur : Mauri Antonella <>
Soumis le : mardi 11 février 2020 - 21:12:06
Dernière modification le : mercredi 1 juillet 2020 - 03:12:52
Document(s) archivé(s) le : mardi 12 mai 2020 - 16:43:29

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  • HAL Id : hal-02475229, version 1

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Antonella Mauri. Madame Bovary, c'est moi. Le finte voci femminili e le 'autorappresentazioni' della prostituta e della cocotte a cavallo tra due secoli (1880-1915). «Meretrici sumptuose», sante, venturiere e cortigiane. Studi sulla rappresentazione della prostituzione dal Medioevo all’età contemporanea, 2019. ⟨hal-02475229⟩

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